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Due Muri e una Struttura

Project by FuGa_ Officina dell’Architettura

Architect Francesco Ursitti

Exhibition Project

Personal exhibition by the artist Sandro Mele

“Appunti per una Rivoluzione”

Art curator Luca Galofaro

Bottega Immagine, Centro Fotografia Milano, Milan, Italy, 2019

Built

“Appunti per una Rivoluzione” non voleva essere, e non lo è stata, solo una mostra.

“Appunti per una Rivoluzione” voleva essere un grido di protesta, una manifestazione, un far sapere, un segnale d’allarme….

Con le sue opere Mele indaga tematiche e situazioni sociali precarie e complesse, affrontandole con quella sua pennellata romantica, fatta di gesti gentili……

Insomma: pugni, pugni………Pugni e carezze…………

 

Con le parole del curatore Luca Galofaro (il nostro capitano): “Appunti per una rivoluzione è una stratificazione di eventi. Un andare lenti tra le pieghe del reale. Un estremo tentativo quello di Sandro Mele di metterci in guardia nei confronti di un mondo che lentamente sta cancellando la nostra voglia di confrontarci…….

Sandro Mele scrive attraverso la pittura una dichiarazione di intenti, un atto di resistenza estremo per metterci in guardia : sostiene con forza che stiamo lentamente distruggendo il futuro dei nostri figli.

Arte e politica sono da sempre in conflitto tra di loro, quando l’arte infatti è dichiaratamente politica esiste una difficoltà ad accettarla, ma anche a trasformarla in un prodotto commerciale o tanto meno in uno spazio di dialogo.

Gli appunti di Sandro Mele rifiutano ogni visione estetizzante del mondo, sono frammenti che fanno sentire le persone dentro il proprio tempo. Anche guardando tempi e paesi lontani, Mele ci chiede di essere informati, ci chiede ancora di costruirci un’opinione sensibile al mondo, e non al flusso di informazioni che lo attraversa.
Inconsapevolmente questi appunti costruiscono il nostro ritratto. Il ritratto è una ricerca iconografica capace di fermare il tempo.”

 

Prendere appunti e ripartire………

Allestire una “rivoluzione”.

Allestire uno spazio capace di dialogare e cucire senza intralciare.

Allestire uno spazio capace di arricchire, valorizzare e far risaltare le opere di Sandro.

Tutto complesso, molta paura, forti dubbi, ma anche tanto entusiasmo.

Poi foglio bianco, idee, tanti confronti………

L’ultimo dell’anno in studio da Sandro, tra le sue opere. Scegliamo cosa portare, tutte bombe!!!!

Ci confrontiamo, il capitano dirige, tanto entusiasmo, voglia di far bene.

Quest’opera qui va quà, racconta bene la sua storia, questa qui va là. Tutto comincia a legarsi dopo mesi di confronto.

Dettagliamo il percorso, nulla è lasciato al caso.

Appunto il percorso, lo voglio forte, propongo degli sbarramenti, un cammino interrotto, al centro delle due gallerie. Con Sandro schizziamo la struttura di LUCHA. Tutto comincia a definirsi e con un brindisi ci lasciamo…….

Disegno i muri, la loro posizione, voglio costruirne uno per ogni opera con differenti forme.

Un muro a sostegno di ogni opera. Proprio quel muro che l’opera stessa vuole abbattere!!!!

Chiamo il capitano per un confronto.

Luca: “L’idea è bella, il contrasto, la contraddizione: ma è da mal di testa!!!! Lo spazio è forte, le opere urlano…. L’allestimento deve essere leggero, solo pochi muri e quella struttura Francesco!!!”

Qualche giorno a pensare, qualche dubbio e poi si si, il capitano ha ragione!!!!

Si, si: solo due MURI e una STRUTTURA!!!!

Così una struttura architettonica, in quadri d’abete grezzo da carpenteria sostiene, incoraggia e accompagna LUCHA, la lotta.

Una struttura a telaio dove le controventature diagonali si intersecano e disegnano quattro X. Un segno forte che l’opera appoggiata fa solo intravedere.

Poi i due muri, grezzi, in mattoni di gasbeton posati a secco, il cui forte odore rimanda al tema dell’immenso magagasdotto della TAP, tema caro a Sandro nativo proprio della zona interessata al massacro.

Due muri come due sbarramenti, posti al centro degli stretti percorsi delle gallerie che girano attorno alle sale. In quei viottoli del borgo di microutopia.

Chiudono il transito. Non si passa!!!!!! Non si passa!!!!!! Prendete appunti………

L’impatto è forte e l’opera di Sandro appesa urla……..

Ben tornata lotta di classe…………….

 

 

“Notes for a Revolution” did not want to be, and was not, just an exhibition.

“Notes for a Revolution” wanted to be a cry of protest, a demonstration, to let people know, an alarm signal ….

With his works Mele investigates precarious and complex social issues and situations, facing them with his romantic brushstroke, made of gentle gestures … …

In short: fists, fists ……… Fists and caresses …………

 

In the words of the curator Luca Galofaro (our captain): “Notes for a revolution is a stratification of events. A go slow in the folds of reality. An extreme attempt by Sandro Mele to warn us against a world that is slowly erasing our desire to confront …….

Sandro Mele writes through painting a declaration of intent, an act of extreme resistance to warn us: he strongly argues that we are slowly destroying the future of our children.

Art and politics have always been in conflict with each other, when art is openly political, there is a difficulty in accepting it, but also in turning it into a commercial product, let alone into a space for dialogue.

Sandro Mele’s notes reject any aestheticizing vision of the world, they are fragments that make people feel inside their own time. Even looking at distant times and countries, Mele asks us to be informed, he asks us again to build an opinion that is sensitive to the world, and not to the flow of information that passes through it.

Unknowingly, these notes build our portrait. The portrait is an iconographic research capable of stopping time. ”

 

Take notes and leave again ……….

Set up a “revolution”.

Set up a space that can dialogue and sew without hindering.

Set up a space that can enrich, enhance and bring out Sandro’s works.

All complex, very afraid, strong doubts, but also a lot of enthusiasm.

Then blank sheet, ideas, many comparisons ………

Sandro’s last year in the studio, among his works. We choose what to bring, all bombs !!!!

We confront each other, the captain directs, so much enthusiasm, the desire to do well.

This work here goes here, tells its story well, this one goes there. Everything begins to bond after months of confrontation.

We detail the route, nothing is left to chance.

Precisely the path, I want it strong, I propose barrages, an interrupted path, in the center of the two galleries. With Sandro we sketch the structure of LUCHA. Everything starts to take shape and we leave ourselves with a toast …….

I design the walls, their position, I want to build one for each work with different shapes.

A wall supporting each work. Just that wall that the work itself wants to knock down !!!!

I call the captain for a comparison.

Luca: “The idea is beautiful, the contrast, the contradiction: but it is a headache !!!! The space is strong, the works scream …. The installation must be light, only a few walls and that structure Francis!!!”

A few days to think, some doubts and then yes, the captain is right !!!!

Yes, yes: only two walls and a STRUCTURE !!!!

Thus an architectural structure, in raw carpentry frameworks supports, encourages and accompanies LUCHA, the struggle.

A frame structure where the diagonal braces intersect and draw four Xs. A strong sign that the supported work is only visible.

Then the two walls, rough, in dry-laid gasbeton bricks, whose strong odor refers to the theme of the immense magagasdotto of TAP, a theme dear to Sandro native of the area interested in the massacre.

Two walls like two dams, placed in the middle of the narrow paths of the galleries that go around the halls. In those lanes of the village of microutopia.

Transit closes. You can not pass!!!!!! You can not pass!!!!!! Take notes………

The impact is strong and Sandro’s work hanging screams ……..

Class struggle back …………….